Home Page/La favola della vita/Web studentiLillusionario ordinamento etico della vita
Io non voglio costruire una nuova morale, ma a coloro che ne costruiscono dò questo consiglio: volete togliere alle cose e ai fatti qualunque onore e valore? Ebbene, continuate a parlarne come avete fatto finora! Fatene la punta della vostra morale e parlate dal mattino alla sera di felicità della virtù, di riposo dell'anima, di giustizia imminente, di vita e di morte: per l'impulso da voi dato, ogni cosa acquisterà alla fine una sua popolarità e le acclamazioni della strada; ma un po alla volta perderà la sua doratura e, peggio, l'oro si muterà in piombo. Ah, veramente siete bravissimi in questa alchimia alla rovescia, nello svilire le cose che hanno valore! Lasciatemelo dire: " complimenti, ottimo lavoro, lavoro di persone mature, naturalmente; è salutare, soprattutto ora che si avvicina l'equinozio, pensare di ricorrere ad una Assemblea d'istituto per perdere ore di lezione, a proposito di quel ragazzo che è morto, lo sapete, vero? Bene, ora, commemoriamolo, partecipiamo anche noi al dolore: certo, avete partecipato al vostro dolore, al dolore della vergogna! " Ricorrete dunque, per prova, ad un'altra ricetta, se non volete ottenere, come è accaduto finora, il contrario di quanto cercate: negate quelle cose eccellenti, sottraetele allapplauso del volgo, impedite il loro facile cammino, fatene nuovamente l'oggetto del segreto pudore d'anime solitarie, e dite: la morale è una cosa vietata! Forse allora guadagnerete a questa causa lunica specie di uomini per i quali essa sia importante, ovvero gli uomini che parlano di vita felice. Ma bisognerebbe che vi si unisse un senso di colpa, e non un senso di nausea, come finora! Mi riferisco a quella squallida gente che volutamente si impadronisce di una esile vita, di una vita pura ma lastricata dal dolore, per sentirsi dire volgarmente e spudoratamente: " complimenti, ottimo lavoro! ", torneranno a casa siffatti del loro lavoro e addirittura saranno orgogliosi di loro stessi. Questo aspettati dalla vita, tu, che hai avuto la fortuna di continuare a vivere. Qualcuno mi perdoni per questo sfogo ma è una cosa che non sopporto: tutte queste acclamazioni di persone, principalmente io, che improvvisamente ci siamo accorte della sua forte e matura personalità ma non lo aiuteranno a tornare in dietro. Non tornerà più tra noi. Qualcuno, otto anni fa, mi ha detto che esistono gli angeli ma io non ci voglio credere, ma non posso neanche pensare che chi è costretto ad abbandonare la vita non esiste più. Non posso pensarlo! Allora cosa pensare? Pensare a queste inutili e stupidi miei pensieri sarebbe un'inutile e perdita di tempo, quindi se credete in Dio oppure non sopportate le persone che si arrabbiano facilmente, non proseguite a leggere.
Il buono seduce la vita; tutte le cose buone sono potenti incentivi, persino ogni cosa detta contro di essa.
Se si possiede il proprio perché della vita, allora si va d'accordo con ogni come. L'uomo non anela alla felicità, soltanto i pazzi lo fanno.
Di solito ci si sforza di acquisire, per tutte le situazioni e gli avvenimenti della vita, un solo atteggiamento dell'animo, un solo genere di idee- e questo vien detto avere uno spirito eminentemente filosofico. Ma, per l'arricchimento della conoscenza, può avere più valore non uniformarsi a quel modo, ma ascoltare la voce sommessa delle diverse situazioni della vita: esse portano con sé le loro proprie idee. Così, non considerandosi come individui unici, rigidi e invariabili, si partecipa in modo conoscitivo alla vita e all'essere di molti.
Presupposto che qualcuno consideri proprio le passioni dell'odio, dell'invidia, dell'avidità, del desiderio di potere, come passioni che condizionano la vita, come qualcosa che deve essere presente nell'economia complessiva della vita come fondamentale e sostanziale, che quindi deve essere ulteriormente potenziato, se è vero che anche la vita deve essere ulteriormente potenziata, egli soffrirebbe di un tale orientamento del suo giudizio come del mal di mare. Tuttavia anche questa ipotesi è ben lontana dall'essere la più penosa e la più inusitata in questo immane e ancor quasi nuovo regno di pericolose nozioni, in realtà ci sono cento buoni motivi per restarne lontani, se si può.
Vivere con un'immensa e orgogliosa serenità; sempre al di là, avere o non avere, secondo il proprio arbitrio, le proprie passioni, il proprio pro e contro, abbandonarsi ad esse, per ore; sedersi su di esse come su cavalli o su asini, bisogna infatti saper trarre un utile dalla loro stupidità come dal loro fuoco. Mantenere i propri trecento sipari: poiché ci sono casi nei quali nessuno deve guardarsi negli occhi, e ancor meno nelle nostre profondità. Scegliere come compagno quel vizio birbone e allegro che è la freddezza. Restar padrone delle proprie quattro virtù, del coraggio, della sagacia, della simpatia, della solitudine. Poiché la solitudine in noi è una virtù; in quanto sublime tendenza e impulso la quale debba inevitabilmente conseguire la felicità. Ogni "comunità" rende, in qualche modo, in qualche luogo, in qualche momento, vivi.
È possibile compiere il cammino di chiarificazione totale nell'ambito psicologico e morale; ma questa chiarificazione si configura proprio come annullamento di valori e di verità, di cui il religioso è pur sempre il modello e il termine di riferimento. Nessuna altra "laica" chiarificazione è possibile, come non è possibile alcuna " laica " strada che conduca a beatitudine.
Gli uomini più spirituali, premesso che siano i più coraggiosi, vivono anche le tragedie di gran lunga più dolorose: ma onorano la vita, appunto perché essa oppone loro la sua più forte ostilità.
Gesù contrappose una vita reale, una vita nella verità a quella vita comune; nulla è più lontano da lui della grossolana insensatezza di un "Pietro eternato" , di un'eterna sopravvivenza personale. Ciò che combatte è l'importanza della persona: come può volerla eternare?
Allo stesso tempo combatte la gerarchia nelle comunità; non promette una qualche proporzione di ricompensa secondo il merito: come può aver pensato alla pena e alla ricompensa nell'al di là?
Come ripercussione di questo colpo, che questa banda insicura e fanatica non seppe sopportare, sopravvenne subito la completa degenerazione: tutto era stato inutile trasformò in spirito la crudezza di queste attese:
ma con la morte tutto fu dimenticato(cioè confutato), non ci fu alcuna possibilità di riconvertire il tipo di rappresentazione popolare del "Messia" , del futuro giudice, del profeta in lotta..
un assurdo involgarimento di tutti i valori e le formule religiose, gli istinti anarchici contro la classe dominante sfacciatamente vengono messi in risalto, l'odio per i ricchi, i potenti, i dotti, con il " regno dei cieli " , con la " pace in terra " era finito: da realtà psicologica diventa una fede, un'attesa in una realtà che arriverà un giorno, un ritorno: una vita nellimmaginazione è la forma eterna della "redenzione"- oh quanto diversamente aveva inteso Gesù! Ogni opinione è un nascondiglio, ogni parola anche una maschera.
Greco Chiara