Its hard life
suo ricordo mi assalì allimprovviso, circa due settimane dopo la sua morte.Il
Lo rividi inaspettatamente in quellangolo di palestra nel quale usava guardare il divertimento altrui, senza che nessuno di noi si preoccupasse del suo divertimento
Giubbotto chiaro e berretto con visiera erano le sue caratteristiche. Il volto che mai davanti alla nostra indifferenza si piegava a chiedere compassione, la forza di una persona che pur soffrendo atrocemente non ha mai preteso di ricevere attenzioni particolari o trattamenti speciali. Il coraggio di una persona maltrattata dalla vita.
Ora volete farci credere che la vita può assomigliare ad una favola se solo lo vogliamo!
Ma io mi chiedo: come si fa ad apprezzare la vita? Come si fa a non amarla, a non lottare per essa?
Spesso e volentieri " Its hard life ",(" è una vita difficile "), ma forse è proprio in quei momenti che si deve combattere.
Di fronte ad una scelta tanto crudele e spietata ci si perde danimo, veder morire giorno dopo giorno una persona cara o un conoscente è un dolore indescrivibile, soprattutto se si pensa che così giovane avrebbe dovuto vivere tanto, avrebbe dovuto crescere e fare le sue esperienze.
I codardi dicono che bisogna dimenticare, ma io non posso non sono mai stata sua amica, né onestamente, ci ho mai provato. Ho chiuso gli occhi davanti ad una persona sensibile che chiedeva amicizia e affetto.
Il rimorso, o rimpianto, come dir si voglia, è una sensazione orrenda, pensare a tutto ciò che non si è voluto fare, anche gesti semplici e piccoli accorgimenti che avrebbero certo reso contenta una persona come lui.
La verità è che nessuno di noi sapeva niente di lui. Molti approfitteranno di questa ghiotta occasione per tessere le lodi di una persona che nessuno ha mai considerato, altri penseranno di creare progetti intorno alla sua figura per lustrarsi con gli amici-nemici, altri ancora approfitteranno in modo disgustoso della sua fine per perdere una intera giornata di lezioni, dando allopportunità il nome di "Assemblea distituto" .
Volete conoscere la mia opinione? Bello schifo! Bella forza per tutti voi che approfittate di questa piccola grande tragedia per trarre profitto, e la cosa che più di tutte mi fa schifo è che spacciate queste attività come " commemorazioni ", " cose in onore di ". Schifo è lunica espressione che mi possa venire in mente.
Ovviamente vi chiedete cosa mi scaldo a fare, visto e considerato che io in prima persona ho ammesso di non essermi mai sforzata più di tanto per socializzare con lui. Volete proprio saperlo? Mi sembra che la sua morte , labbandono di un corpo che ha sofferto e che ha fatto soffrire sia diventato uno strumento, che si sia dimenticato quello che cè dietro a queste perdite di tempo, il dolore di tutti coloro che lo amavano, il dolore di quelli che come me si sentono meno di zero per non aver mai avuto comprensione. Saper affrontare il dolore atroce della morte e ritrovarsi a dover combattere con quella stessa vita che ancora non ti è stata tolta, un altro incontro scontro ritardato o rimandato con la morte.
Probabilmente questo mio sfogo non sarà mai letto da nessuno, ma mi auguro che nessuno mai si azzardi a strumentalizzare oltre la tragedia di questo ragazzo che a soli quindici anni si è trovato a combattere strenuamente contro un male terribile che ha consumato le sue forze, e che nonostante la sua voglia di aggrapparsi con le unghie e con i denti alla vita ha perso, ed ha visto scivolare i suoi anni migliori come candida sabbia fra le dita di una mano.
Addio, o arrivederci Matteo!!!
Stefania DElia
Home Page/La favola della vita/Web studenti