Il nostro secolo

 

In questo secolo l’uomo ha compiuto imponenti trasformazioni ad ogni livello: politico, culturale, scientifico e tecnologico. E’ il secolo in cui la mano dell’uomo ha seminato la morte, ma anche il secolo in cui la vita ha trionfato sulla morte; è il tempo delle comunicazioni, dei rapporti tra gli uomini, anche se nello stesso tempo sono stati elevati muri di incomunicabilità. Ed è proprio per questo che il cuore dell’uomo di questo secolo è insoddisfatto. Esplodono delle contraddizioni: vecchi strumenti come la pena di morte vengono rifiutati da molti che consideravano l’aborto volontario, un diritto della donna e tutto ciò è una conquista di civiltà. Alla base di tutto c’è però il senso di Dio che dovrebbe produrre felicità e sicurezza e anche la dignità dell’uomo che concretizza la possibilità di captare in sè quel mistero che lo eleva a tutore di tutto il creato.

I medici, i filosofi, i politici e giuristi ci dimostrano la complessità della struttura organica e della psiche dell’uomo e tutti si aggrappano alla dignità dell’uomo. Il diritto alla vita appare la conseguenza della dignità umana e con essa si identifica e si concretizza. Credere alla vita è ciò che spinge una mamma a rifiutare un aborto, ad amare la vita, a ricercare un amore perduto . La vita è un’opportunità da cogliere, un sogno da far diventare realtà, una sfida da affrontare, un’avventura da rischiare, un amore da godere e allo stesso tempo una lotta da accettare. Basti pensare che per la concezione cristiana l’uomo è del nostro prossimo e il più debole è indifeso, colui al quale passiamo accanto facendo finta di non vederlo ed è proprio a quest’uomo che noi neghiamo la vita. Anche se spesso non me ne rendo conto è un accettarsi e stimarsi per quello che si è e non per quello che si vuol far credere di essere; è un dare importanza anche alle cose più semplici. I motivi che rendono la mia vita degna di essere vissuta sono molteplici: ogni giorno trovo sempre stimoli maggiori che mi aiutano a camminare, tenendo come punti di riferimento la mia famiglia e i miei amici; le persone che incontro, i volti di quanti mi vogliono bene e, inoltre, la voglia di realizzare i miei sogni e le mie aspettative e la consapevolezza di avere sempre qualcosa da imparare. Le generazioni precedenti mi hanno comunicato il senso della vita, la vita ci riserva tante fatiche ma anche gioie, delusioni, sofferenze e tutto ciò mi aiuta a crescere.

Enrica Epifani

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