Forse è arrivato il momento

 

…forse è arrivato il momento…

forse dovrei tagliare via questa lunga barba bianca e lasciar cadere con essa il peso dei ricordi.

Ho cercato più volte di liberare la mia anima dalla gravosità di un passato in cui la vita, senza alcuna rivendicazione, mi ha reso fedele custode.

Ho provato a farlo, ho provato ad affidare la debole logica umana ad un Morfeo sempre più presente. Così, ogni nefandezza, ogni ripugnante pensiero, ogni nefasto desiderio acquisiva all’alba un’entità a me sconosciuta…, e lo sconosciuto è, sin dalla notte dei tempi, fonte d’angoscia e paura.

Ed è solo quando succede qualcosa di grande, forse più grande di me, come la morte, che tutte le piccole cose che mi fanno star male si allontanano dalla mente, la quale rimane piena dei "perché" e del forte desiderio di godersi la vita fino in fondo perché è una sola.

E che cos’è la vita se non un treno, dove c’è chi si ferma alle prime stazioni e chi prosegue il suo viaggio pieno alcune volte di forti disagi.

Ed è solo quando il male è troppo forte e l’aria si fa talmente irrespirabile che si decide di "scendere prima".

Il mio viaggio scorre tranquillo, infastidito da banali problemi che riescono tuttavia a far riempire intere pagine di diario perché l’intensa voglia di scrivere le nostre convinzioni che cambiano col tempo ci fanno protagonisti di un mondo pieno d’illusioni dove scaturisce la speranza di un giorno sempre più bello.

Nella nostra vita si ripetono futili parole e cose senza senso rispetto ai mali peggiori che colpiscono sempre le persone più care.

Probabilmente sul "suo" viso vi era già la terribile ombra della morte, mentre tutt’intorno a lui gli sorridevano cercando di rassicurarlo, ma non appena uscivano dalla sua camera iniziavano a piangere. Piangono la sua morte, la sua scomparsa, ma lui è ancora qui tra noi anche se sul suo banco c’è solo una rosa blu e non lui.

Ignari della grande fortuna che abbiamo di poterci alzare e sorridere ogni mattina, stiamo lì solo a lamentarci e ad arrabbiarci per niente, senza girarci intorno e vedere ombre dappertutto.

Angela Palumbo

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