Evasione

 

Accade a molte persone, anzi a tutti, almeno una volta nella vita, di svegliarsi una mattina e avere una gran voglia di realizzare i propri sogni, di concretizzare i desideri più nascosti.

Il motivo è ignoto, ma il solo pensiero di poter sfuggire alla realtà, anche se solo per un giorno, nasconde la parte più conscia dell’uomo che, quindi, non si pone il problema su quali potrebbero essere le conseguenze di tale stato. Egli, infatti, è confuso ma, allo stesso tempo, è consapevole che questo scrigno che si è aperto davanti ai suoi occhi avrà una durata molto limitata e che ben presto questo paradiso riprenderà le sembianze della banale visione delle cose. Per l’uomo evadere dalla realtà è una salvezza, poiché la quotidianità delle cose lo rende privo dei sensi, delle emozioni, egli è sempre più vulnerabile e oramai i suoi occhi hanno perso quella luminosità che invece i bambini custodiscono gelosamente e che, per questo, li rende speciali.

E allora ecco, che pur di provare una grande emozione, l’uomo è costretto ad abbandonarsi ai suoi sogni, è costretto a rincorrere un qualcosa che non sarà mai veramente suo, ma che, almeno per una volta, lo farà sentire il vero protagonista.

Ma una volta fuori da quel mondo fantastico, che esiste solo nella nostra immaginazione, iniziano le domande, interrogativi a cui non sa dare alcuna risposta. Nella mente, solo la voglia e allo stesso tempo la paura di ritornare in quella dimensione del reale che pian piano acceca l’uomo e lo costringe a chiudersi in questo mondo tutto suo dove non ci sono regole, dove la perfezione lo confonde, ma lo attrae.

Non gli resta altro che prendere coscienza del fatto che il mondo vero è lì fuori, dove le incomprensioni, le piccole gioie della vita e i momenti difficili fanno parte di questa grande corsa dove non vi è alcun vincitore ma ognuno di noi è un concorrente che tiene duro per arrivare fino in fondo.

Silvia Coppini

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