Un cavallo nella luna


Pirandello afferma che è impossibile per gli uomini comprendersi, perché ciascuno costruisce a suo modo la propria personalità, i propri bisogni e le immagini delle persone con cui vive e tenta invano di comunicare agli altri questo suo mondo interiore.D’altra parte gli altri non possono capire perché sono chiusi nelle proprie immagini particolari. Di qui il tremendo senso di solitudine che ne deriva: chi non è compreso è sol

Ebbene, Ida propose al marito d’arrivare fin là, fino a quel casale. Quanto ci avrebbero messo? Un’ora, poco più. Erano appena le cinque. Là, nella villa, i servi dovevano ancora sparecchiare. Prima di sera sarebbero stati di ritorno

A un tratto ella si fermò dando un grido. Le si era levato davanti uno stormo di corvi, gracchiando. Più là, steso per terra, era un cavallo morto.Morto? no, non era morto; avava gli occhi aperti. Dio, che occhi! Uno scheletro, era. E quelle costole! Quei fianchi!

E’ vivo, guarda! – gridò Ida, con ribrezzo e pietà. – Leva la testa…Dio, che occhi! Guarda, Nino!

Quandi Ida, disillusa, sdegnata per la pianura, gridando: - Nino! Nino! – ritornò, la luna s’era già alzata; il cavallo s’era riabbattuto, come morto; e Nino… - dov’era Nino? Oh, eccolo là, per terra anche lui.

Si era addormentato là?

Corse a lui. Lo trovò che rantolava, con la faccia anche lui a terra, quasi nera, gli occhi gonfi serrati, congestionato.

Oh Dio!

Guardò la luna, poi il cavallo, poi per terra quest’uomo come morto anche lui… e fuggì atterrita verso la villa, chiamando a gran voce il padre, il padre che se portasse via, oh Dio! Via da quell’uomo che rantolava… chi sa perché! Via da quel cavallo, via da sotto quella luna pazza, via da sotto quei corvi che gracchiavano nel cielo… via, via. via…