Qui siamo nel pieno della concezione pirandelliana: il mondo ci vede in un determinato modo e in mille modi diversi, ci dà una forma, una maschera, ma non ci riconosciamo in essa e da qui nasce il dramma. Se invece la vogliamo accettare e chiediamo che gli uomini la riconoscano, la convalidino ufficialmente con le loro istituzioni, allora ne nasce la situazione paradossale, comica e drammaticamente ironica di questa novella.
Un povero diavolo, da tutti creduto " iettatore", si presenta dal giudice, non per querelare chi lo ha diffamato, ma per chiarede una conferma ufficiale della sua triste fama e per pretendere il rilascio della patente appunto, di tale qualifica.

Singolare la richiesta di Ciàrchiaro quando proclama: " Io voglio, signor giudice, un riconoscimento ufficiale della mia potenza, non capisce ancora? Voglio che sia ufficialmente riconosciuta questa mia potenza spaventosa, che è ormai lunico mio capitale!".

" Perché mostra di non credere alla mia potenza? Ma per fortuna ci credono gli altri, sa? Tutti ci credono!

E ci sono tante case da giuoco in questo paese! Basterà che io mi presenti; non ci sarà bisogno di dir nulla. Mi pagheranno per farmi andar via! mi metterò a ronzare attorno a tutte le fabbriche; mi pianterò innanzi a tutte le botteghe; e tutti, tutti mi pagheranno al tassa, lei dice dellignboranza? Io dico la tassa della salute1 perché, signor giudice, ho accumulato tanta bile e tanto odio, io, contro tutta questa schifosa umanità, che veramente credo davere ormai in questi occhi la potenza di far crollare dalle fondamenta una intera città!

