Il viaggio


Lontano dalle abitudini consolidate, dai comportamenti automatici, in un ambiente diverso, in una stazione, in un treno, in un viaggio, può capitare di avere l’illuminazione di poter essere diversi. Molte volte al viaggio si sostituisce l’evasione in un mondo lontano, che è lo schermo delle possibilità inattuate.

Nella novella Il viaggio una donna, dopo essersi sacrificata per anni in un matrimonio senza amore e dopo essere rimasta per molto tempo quasi morta per il mondo, improvvisamente scopre sensazioni e voci nuove durante un viaggio compiuto insieme col cognato; ma sa ache di essere inesorabilmente malata: " è un viaggio d’amore, senza ritorno, viaggio d’amore verso la morte".

Le avvenne di avvertire un vago malessere, una stanchezza, un’oppressione un po’ a una spalla, un po’ al petto; un certo dolor sordo che le prendeva talvolta anche tutto il braccio sinistro e che di tratto in tratto diventava lancinante e le toglieva il respiro. Fu chiamato il vecchio medico di casa, il quale consigliò al Braggi di condurre subito la cognata a Palermo, lasciando intendere chiaramente che temeva fosse un tumore interno, forse irrimediabile.

Andava in treno per la prima volta. A ogni tratto, a ogni giro di ruota, aveva l’impressione di penetrare, d’avanzarsi in un mondo ignoto, che d’improvviso le si creava nello spirito.Anche un senso di pena sottilissima: la pena ch’esse fossero sempre esistite oltre e fuori dell’esistenza e anche dell’immaginazione di lei.

Nel volgere gli occhi, incontrava a quando a quando lo sguardo e il sorriso del cognato. E, senza volerlo, si voltò a guardare il cognato, e gli sorrise, per gratitudine.

" A Palermo, scendendo il giorno dopo dalla casa del clinico primario dopo la lunghissima visita, comprese bene che quasti aveva dato su lei sentenza di morte.Propose al cognato di ripartire quello stesso giorno.

Fu a Napoli, quasi senza volerlo, diede col braccio al braccio di lei una stretta rapida e forte contro il suo petto. Fu tutto. L’incendio divampò.

E così passarono per Roma, poi per Firenze, poi per Milano. Volle tuttavia avere il suo giorno di Venezia. Fino alla sera, fino alla notte, per i canali silenziosi, in gondola.

La mattina seguente, scese dall’albergo per andare a impostare alcune lettere per la Sicilia… entrò nella camera di lui: scorse sul tavolino una busta lacerata; riconobbe i caratteri del maggiore dei suoi figliuoli: si portò quella busta alle labbra e la baciò disperatamente; poi entrò nella sua camera; trasse dalla borsa di cuojo la boccetta con la mistura dei veleni intatta; si buttò sul letto disfatto e la bevve d’un sorso.