Prima Notte |
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Quattro camice, |
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- Vedi? Che cosè? Pare un giardino, con tanti fiori - aveva detto MammAnto a Marastella, dopo la visita al camposanto. Fiori che non appassiscono mai. E qui, tuttintorno, campagna. Se sporgi un po il capo dal cancello, vedi tutto il paese ai tuoi piedi; ne senti il rumore, le voci E hai visto che bella cameretta bianca, pulita, piena daria? Chiudi porta e finestra, la sera; accendi il lume; e sei a casa tua: una casa come unaltra. Che vai pensando? E le
vicine, dal canto loro: Quella
visita lassù, nella bella giornata di maggio, era rimasta nellanimo di Marastella
come una visione consolatrice, durante gli undici mesi di fidanzamento: a essa sera
richiamata col pensiero nelle ore di sconforto, specialmente al sopravvenire della sera,
quando lanima le si oscurava e le tremava di paura. |
| S'asciugava
ancora le lacrime, quando don Lisi Chìrico si presentò su la soglia con due grossi
cartocci su le braccia quasi irricinoscibile. - Madonna! - gridò MammAnto. - E che avete fatto, santo cristiano? - Io? Ah sì La barba - rispose don Lisi con un sorriso squallido che gli tremava smarrito sulle larghe e livide labbra nude. Ma non sera solamente raso, don Lisi: sera anche tutto incicciato, tanto ispida e forte aveva radicata la barba in quelle gote cave, che or gli davano laspetto dun vecchio capro scorticato. |
Don Lisi accorse per chiudere la porta. Ma subito, allora, Marastella, rabbrividendo e restringendosi nellangolo tra la porta e il muro, gli gridò: - Per
carità, non mi toccate! Don Lisi, ferito da quel moto istintivo di ribrezzo, restò. - Non ti
toccavo, - disse. Volevo richiudere la porta. Marastella non si mosse dallangolo in cui
sera ristretta. Lisi Chìrico si recò lentamente a richiudere il cancello; stava
per rientrare, quando se la vide venire incontro, come impazzita tutta un tratto. - Eccomi,
perché no? è giusto; ti ci conduco, - le rispose egli cupamente. Andiamo. Non cè bisogno di lanternino. Cè la lanterna del cielo. E andarono per i vialetti inghiajati, tra le siepi di
spigo fiorite. - Qua, - disse
il Chìrico, indicando una bassa, rustica tomba, su cui era murata una lapide che
ricordava il naufragio e le tre vittime del dovere. - Cè
anche lo Sparti,- aggiunse, vedendo cader Marastella in ginocchio innanzi alla tomba,
singhiozzante. - Tu piangi
qua
io andrò più in là; non è lontano
La luna guardava dal cielo il piccolo camposanto su
laltipiano. Lei sola vide quelle due ombre nere su la ghiaja gialla dun
vialetto presso due tombe, in quella dolce notte daprile. Don Lisi, chino su la fossa della prima moglie,
singhiozzava: - Nunzia, Nunzia, mi senti?
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