La mosca |
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Il signor dottore, Sidoro Lopicollo, scamiciato, spettorato, con una barbaccia di almeno dieci giorni su le guance flosce, e gli occhi gonfi e cisposi, saggirava per le stanze, strascicando le ciabatte e reggendo su le braccia una povera malatuccia ingiallita, pelle e ossa, di circa nove anni. La moglie, in un
fondo di letto, da undici mesi; sei figlioli per casa, oltre a quella che teneva in
braccio, chera la maggiore, laceri, sudici, inselvaggiti; tutta la casa, sossopra,
una rovina: cocci di piatti, bucce, limmondizia a mucchi sui pavimenti; seggiole
rotte, poltrone sfondate, letti non più rifatti chi sa da quanto tempo, con le coperte a
brandelli, perché i ragazzi si spassavano a far la guerra su i letti, a cuscinate;
bellini! - Che
volete? |
Nessuno lo sapeva, e intanto la morte era lì, ancora; così piccola, che si
sarebbe appena potuta scorgere, se qualcuno ci avesse fatto caso. |
A un tratto! Neli come se finalmente si sentisse pinzato,
alzò una mano, cacciò via la mosca e con le dita cominciò a premersi il mento, sul
taglietto.
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