
ANNO SCOLASTICO 1999/2000
I libri letti da noi sono:
L. Sciascia, IL GIORNO DELLA CIVETTA, Adelphi, 1993F. Uhlman, LAMICO RITROVATO, Feltrinelli, 1988
J.D. Salinger, IL GIOVANE HOLDEN, Einaudi, 1961
G. Bassani, IL GIARDINI DEI FINZI CONTINI, Einaudi, 1980
S. Benni, LULTIMA LACRIMA, Feltrinelli, 1994
E. Morante, LA STORIA, Einaudi, 1957
E. Morante, LISOLA DI ARTURO, Einaudi, 1974 Classi e professori che hanno partecipato al progettoI A e II A ERICA prof.ssa G. Belgioioso
I A e II A PACLE prof.ssa E. De Vito
I A e II A GENERALE prof.ssa F. Franchini
I B e II B GENERALE prof.ssa G. Mazzotta
I C Gen e III A PACLE prof.ssa L. De Bellis
III B ERICA prof.ssa R. M. Sepe
I B BIOLOGICO prof.ssa C. Bredariol
Introduzione
Ieri: piccoli, ingenui ed avversi alla lettura.
Oggi: grandi, maturi e fanatici dei libri.
Ci sembra ancora impossibile, ma il miracolo è avvenuto! Come ogni nuova esperienza il "Progetto Lettura" non ha avuto un avvio fra i più felici, in principio, infatti, solo perplessità e indifferenza furono i nostri compagni di viaggio, nonostante ciò abbiamo continuato il nostro cammino, entusiasmati dai primi risultati, giungendo così in IV con un bagaglio culturale "invidiabile".
Anche noi, come del resto tutti i nostri coetanei, non eravamo amanti della lettura, anzi cercavamo di schivare quellammasso di pagine scritte, visto solo come un modo noioso e poco divertente di impegnare il nostro tempo libero, eh si! Non riuscivamo a comprendere il reale significato dei libri, la reale importanza di essi nella nostra formazione culturale e, perché no?, anche psicologica. Il libro oltre ad arricchire il nostro vocabolario , oltre ad illustrarci periodi passati, ci può aiutare a conoscere mondi diversi, situazioni problematiche lontane anni luce da noi, aiutandoci forse anche a crescere in maniera più "veloce".
Ma come si fa a crescere attraverso una semplice lettura di un libro? Non bisogna certo fermarsi al contenuto emergente delle righe, bisogna essere tanto bravi da riuscire a cogliere il vero messaggio dellautore e farlo proprio!
E così che il "PROGETTO LETTURA" ha cambiato lopinione che avevamo dei libri, è riuscito a far nascere lamore per la lettura. Chi come noi, alla sola visione di un libro iniziava a sbadigliare, ora ama scoprire nuove pagine, nuove avventure, nuovi personaggi, nuovi modi di essere, di pensare, di affrontare la vita.
Sembra strano trarre tanti benefici da delle semplici pagine scritte, vero? E questo il fascino, purtroppo però nascosto, della lettura che una volta che ha "colpito" lascia il segno e non ci abbandona più.
Basta scegliere il libro giusto e lamore per la lettura nasce e matura da sé. Questa riassunta in pochi righi è la nostra esperienza nel progetto, senzaltro positiva!
Eleonora Leucci - Roberta Rosato- IV A Pacle
Leonardo Sciascia,Il giorno della civetta, Adelphi, 1993
PERCHÉ QUESTO TITOLO?
La civetta, come si sa, è un uccello notturno, ma quando appare di giorno è una sventura.
E LA MAFIA E UNA SVENTURA ..
E "un sistema" che in Sicilia (ma anche altrove) controlla gli interessi economici e di potere della borghesia definita "parassitaria", che non "imprende" ma "sfrutta".
I C Generale

Annarita Valente - 1^ C Generale
Tre modi di presentare un romanzo
Il romanzo, ambientato in Sicilia, parla di delitti di mafia e delle indagini che vengono svolte dal capitano Bellodi.
La vicenda così si svolge tra le ricerche che compie il capitano e la comparsa di nuovi personaggi. Bellodi, con laiuto del "confidente", ma specialmente grazie alla sua bravura, riesce ad arrestare i responsabili del delitto e perfino il mandante: don Mariano Arena. Ma il volgere degli eventi e linterferenza di uomini potenti, che hanno incarichi di governo, fa sì che alla fine i veri colpevoli vengano liberati, attribuendo i delitti, come si faceva di solito, una spiegazione comune, quello di delitto passionale.
Trovo il libro molto bello e significativo, perché oltre a trattare un argomento ancora attuale, riesce a coinvolgere il lettore rendendolo partecipe grazie alla presenza di molti personaggi fortemente diversi fra loro.
Valentina Leo I A Erica
Il libro tratta un problema reale. E ambientato in Sicilia. Parla di un capitano, Bellodi, che indaga su un omicidio e, quando riesce ad arrestare tre uomini, tra cui il mafioso don Mariano Arena, gli viene tolta la possibilità di "incastrarli". Soggetti esterni riescono a costruire per il mafioso un alibi impeccabile. Bellodi, tornato nella sua città, pensa che in Sicilia ci tornerà.
E un libro travolgente, che fa riflettere su come la realtà viene "soffocata" dai più forti. In questo libro le cose che risaltano di più sono: il modo in cui Bellodi interroga le persone e il modo in cui don Mariano Arena si difende diplomaticamente. E una rivelazione perché, quando è stato pubblicato, tutti sapevano dellesistenza della mafia ma pochi ci credevano.
Mariangela Poci I A Erica
Il romanzo " Il giorno della civetta " di L. Sciascia si apre con l'omicidio di un muratore Salvatore Colasberna , ucciso dalla mafia degli appalti. Non sapendo chi sia il colpevole un capitano di polizia , Bellodi ,comincia ad indagare; si trova un po' in difficoltà nelle indagini per lomertà della popolazione che nemmeno di fronte all'evidenza è disposta a parlare . Nonostante gli ostacoli, il capitano riesce a scoprire la verità sull'omicidio grazie ad un confidente della polizia, Calogero Di Bella, che viene subito eliminato dalla mafia per il suo tradimento. Il capitano con la sua astuzia estorce, durante l'interrogatorio, la confessione.
I B Generale
F. Ulhman, Lamico ritrovato, Feltrinelli, 1988
"Ho esitato un po prima di scrivere che avrei dato volentieri la vita per lamico, ma anche ora, a trentanni di distanza, sono convinto che non si trattava di un esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma lavrei fatto quasi con gioia."
Fred Ulhman
La storia
Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola, il liceo più prestigioso del Wurttemberg. Luno è figlio di un ebreo, laltro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce unamicizia del cuore, intensa, perfetta e magica. Un anno dopo, per colpa del nazismo, il loro legame è spezzato. Questa storia accade in Germania nel 1933, nella città di Stoccarda. I due protagonisti di questo racconto ci fanno capire limportanza dellamicizia e perché a volte commettiamo errori, di cui in futuro ci possiamo pentire.
Paula Velasquez
I A Pacle

Valeria Pepe - Sara De Meis - 1 A E.R.I.C.A.
Recensione
Nel libro di Fred Uhlman ci sono vari temi che vengono trattati. Quello che è più evidente, è lamicizia. Si racconta come sia iniziata lamicizia tra Hans e Konradin, i due protagonisti, come Hans cerchi di attirare lattenzione di Konradin, e come Konradin ricambi Hans. Viene raccontato ciò che i due fanno il pomeriggio. Tra i due, però, cè sempre un po di imbarazzo perché Konradin appartiene ad una famiglia ricchissima e aristocratica, mentre Hans ad una famiglia benestante di Ebrei che si ritengono tedeschi a tutti gli effetti, visto che i loro antenati si erano trasferiti in Germania da più di 200 anni. Proprio a causa di queste sue origini ebraiche e dellarrivo del nazismo a Stoccarda, Hans è costretto a partire in America, e a dimenticare
16 anni della sua vita. Hans quindi riesce a dimenticare la vita trascorsa in Germania, se ne costruisce una tutta nuova in America, dove si sposa e ha un figlio. Ma un giorno accade cheMaria Teresa Martella 1 A ERICA

J. D, Salinger, Il Giovane Holden, Einaudi, 1961
Recensione
Se un giorno ti capita di andare in libreria e non sai cosa scegliere, perché vorresti leggere un libro scorrevole ed originale, la cui storia parla di un'avventura breve, ma descritta così intensamente, tanto da poterla vivere insieme al protagonista, chiedi al proprietario se, in qualche scaffale, ha una copia del libro: "Il giovane Holden" di J.D. Salinger (Torino, Einaudi, 1961, pp. 248) e non te ne pentirai.
E' la storia di Holden, un giovane sedicenne che vive nella New York degli anni '50, dall'animo ribelle e trasgressivo, che non sopporta la falsità della gente, della scuola, della famiglia, perché impongono una vita che non è quella che lui vorrebbe vivere. Tutta la storia avviene nell'arco di tre giorni descritti dall'autore con una profonda intensità e con un linguaggio parlato, che lo rende strepitosamente divertente.
Il libro mi è tanto piaciuto perché è adatto ad ogni lettore, è scorrevole e non pesante e perché, come direbbe Holden: "Ti lascia secco".
Sarah Quarta - II A ERICA
"Dopo aver acceso la luce eccetera eccetera, me ne restai per un po a guardarla. Stava lì addormentata, con il viso quasi sullorlo del cuscino. Aveva la bocca semiaperta. E buffo, prendete gli adulti, sono brutti forte quando dormono e se ne stanno là con la bocca aperta, ma i bambini no. I bambini non cè da ridire. Magari hanno anche sbavato tutto il cuscino, ma non cè niente da ridire lo stesso."

Holden viene allontanato dal college

Claudia Strafella - II A Pacle
G. Bassani, Il Giardino dei Finzi Contini, Einaudi, 1980
Recensione
Questo romanzo è ambientato a Ferrara, poco prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale,
quando vennero emanate in Italia le leggi razziali.
Questi avvenimenti storici influiscono sulla vita dei personaggi che fanno parte della comunità ebraica; essi vengono sempre più estromessi dalla società in cui vivono e avvertono un senso crescente di precarietà della loro esistenza.
La vicenda si sviluppa nella casa dei Finzi - Contini e in particolare nell'immenso giardino che circonda l'abitazione dove il narratore - protagonista vive una storia d'amicizia delicata e intensa con Micòl , una ragazza che lo affascina profondamente e condivide i suoi stessi interessi .
Micòl è la figura femminile del romanzo, ha un modo d'agire ambiguo e imprevedibile, ama la vita ma vive nascosta nei ricordi del passato.
La storia è raccontata da un narratore interno e quando ormai si è conclusa, questo conferisce al romanzo un punto di vista soggettivo e incide sullo stile che risulta elaborato e complesso.
Già dalle prime pagine il lettore viene a conoscenza della drammatica fine, ciò contribuisce notevolmente a dare al romanzo un tono malinconico e triste. Per capire però il rapporto del narratore con gli altri personaggi bisogna continuare la lettura fino alla fine, che risulta incerta e lascia pieno di dubbi il lettore.
Sono questi gli ingredienti che fanno di questo romanzo un libro interessante che spinge a una profonda riflessione sull'amore e sull'amicizia.
Francesca
Vantaggiato - Mariangela Raho - Maria Elena De Matteis - Gloria Biondino - Maria
Lucia Mattia
II A P.A.C.L.E.
"Le sembrava assurdo, a lei, che esistesse al mondo uno come me, il quale non nutrisse per gli alberi, "i grandi, i quieti, i forti, i pensierosi", li stessi suoi sentimenti di appassionata ammirazione".

A Camilleri, La voce del violino, Sellerio, 1997
Recensione "La voce del violino" è stato scritto da Andrea Camilleri, uno scrittore siciliano contemporaneo che vive a Roma dove è anche regista teatrale e televisivo. E ambientato a Vigata, un paese immaginario che racchiude in sé il mondo siciliano. Il libro si apre con lomicidio di Michela Licalzi, una donna bellissima, misteriosa, molto corteggiata. A seguire le indagini è il commissario Salvo Montalbano che si mostra brusco e scorbutico ma in realtà è molto sensibile e ricco di umanità. Grazie al suo intuito, alla sua profonda conoscenza dellambiente e alla sua capacità di comprendere la psicologia delle persone, egli riesce a risolvere il caso. Lo stile dellautore, particolarissimo e originale, è ricco di forme dialettali ma di facile comprensione. E un giallo ben costruito e la fine del libro non è prevedibile, infatti molti indizi possono indirizzare il lettore su vie sbagliate e proprio per questo è un libro interessante e piacevole da leggere.II A Pacle
CHI E MONTALBANO
E esperto del suo mestiere, è determinato e preciso nello svolgere le indagini sullomicidio di Michela. Non è superficiale, anzi, è affidabile perché non si accontenta di voci, ma vuole i fatti concreti. E anche intuitivo e si accorge di ogni particolare. Il commissario trova diversi ostacoli, infatti viene sollevato dallincarico, ma lui, ostinato, continua ad indagare.
II B Generale

Claudia Strafella - II A P.A.C.L.E.
S. Benni, L'ultima lacrima, Feltrinelli, 1994
Quando una recensione diventa un testo creativo Passeggiavo per il corso, quando, attratta dalla vetrina di una libreria, decisi di entrare. Oltre alla commessa e all'infinità di libri posti su alti scaffali impolverati, non vi era nessuno, ma poi pensai che erano solo le tre del pomeriggio. Incuriosita vagavo nel negozio, senza una meta precisa, indecisa se concentrare la mia lettura sulla solita sdolcinata storia d'amore o sull'ennesimo giallo d'oltre Oceano.Avevo deciso di andarmene ma una vocina sottile sottile richiamò la mia attenzione:
- Mi scusi, Mi scusi disse con insistenza- Si volti, sono proprio stesa sullo scaffale dietro di lei!
Con un po di titubanza mi voltai verso lo scaffale n°5 "Attualità Italiana" e non vidi che libri.
- Chi è che mi chiama? Vedo solo libri! -
- Ma come! Non mi vedi? Sono il libro rosa alle tue spalle e mi chiamo Rosa! -
- E da quando i libri parlano? Da quando hanno un nome? -
- Acquistami e non te ne pentirai! -
- Basta, finiscila Rosa: lo sai anche tu che i tuoi finali sono sempre troppo scontati aggiunse Giallo. -
- Senti chi parla rispose Rosa. Voi Gialli avete la presunzione di poter attirare l'attenzione di chiunque, non considerando che le nostre storie toccano il cuore mentre le vostre incutono solo paura. -
Mentre i due libri battibbeccavano, il mio sguardo si posò su un libro dalla copertina viola, su di essa vi erano strani disegni che a prima vista non riuscii ad interpretare, ma ne fui attratta, tanto da aprirlo e leggere la prima pagina che si rivelò molto interessante. Solo dopo averlo letto mi resi conto che a volte cambiare o variare genere di lettura è soddisfacente. E' ciò che accaduto con il progetto lettura che mi ha proposto un libro di Stefano Benni, "L'ultima lacrima", che , a differenza degli altri romanzi, non ha un tema centrale, ma affronta diversi temi d'attualità. Comprende ben 27 storie, i cui protagonisti sono uomini, animali, oggetti che prendono vita grazie alla fantasia dell'autore.
Dire che questo racconto mi è piaciuto è troppo poco! Mi ha entusiasmata proprio perché presenta in modo nuovo una realtà che esiste intorno a noi ma che non comprendiamo fino in fondo.
Sarah Quarta - II A Erica

Federica Catalano -I A Erica
Recensione
Immaginiamo che durante la nostra "tranquillissima" vita quotidiana ci troviamo improvvisamente catapultati in unepoca diversa, ma intendiamoci questo non è uno dei soliti e noiosi viaggi del tempo in cui incontriamo sempre qualche scorbutico cavaliere medievale, o qualche essere con le sembianze di un ufo che poi ufo non è, infatti dopo averlo tartassato di domande su come abbia fatto a invadere la terra, si scopre che è solo qualche "cosa" creata dagli esperimenti degli scienziati ormai diventati tutti pazzi e che per campare fanno qualsiasi cosa. Ebbene non aspettatevi nulla di tutto questo. Sarà un viaggio così sorprendente che non riuscirete a capire se vi trovate nel futuro, in un improbabile ma a volte possibile presente, o nel passato, magari la preistoria, in cui vedrete situazioni che gli storici hanno sempre avuto il pudore di non raccontare. Potreste incontrare ad esempio due tirannosauri innamorati che lasciandosi travolgere dalla tipica passione giovanile, superano la contrarietà dei genitori, ma finiscono con l'imbattersi in un cataclisma che potrebbe uccidere i loro corpi, ma non il loro giovane spirito.
Potreste incappare in uninnocua caccia al fagiano e se purtroppo siete appassionati di caccia, vi troverete inaspettatamente complici di un omicidio di un extra - comunitario con l'unica colpa di aver incontrato delle persone un po snob che, per far qualcosa di più stimolante e quindi per divertirsi, sono disposti a fare di tutto, persino uccidere.
Ma se questa è una situazione troppo truce potete andare anche in una tranquilla scuola, che, vi accorgerete subito , è una scuola diversa dalle altre, dove i bambini sono tutti noiosamente uguali con cartella, adesivi, vestiti identici; ad un tratto, per fortuna, vedrete la pecora nera del gruppo, che quando viene interrogato non è preparato. Non è uno dei soliti sfaticati; ma è uno che vedendosi costretto a studiare i quiz televisivi con il tal presentatore, ha preferito leggere un bel libro. Se non siete già stanchi potreste continuare per ben 27 avventure. Se invece non siete per niente interessati e vi siete già annoiati, perderete la grandissima occasione di diventare protagonisti di uno dei libri più ironici- comici e allo stesso tempo tristemente realistici che abbiate mai letto, "L'ultima lacrima" di Stefano Benni.
E' un libro che sdrammatizza aspetti della nostra società spesso inconcepibili: alcuni racconti sono ambientati nel futuro, altri nel passato, tutti ci dicono sempre che valori come l'onestà, il rispetto, l'amore sembrano non appartenere più agli uomini che hanno ormai solo interessi materiali. Benni arriva a far risaltare negli animali e negli oggetti quei valori che l'uomo ha dimenticato, e per questa loro ricchezza interiore non vengono mai giudicati o criticati.
Leggendo il libro scoprirete che non vi siete allontanati così tanto dalla vostra tranquilla vita quotidiana, ma avete conosciuto soltanto un modo diverso di vedere questa nostra vita.
Portate sempre avanti i valori della vita : magari un giorno il vostro BANCOMAT vi ripagherà!
Francesca Taurino - II A Erica
E. Morante, L'isola di Arturo, Einaudi, 1974
RecensioneLeggendo lopera, ognuno di noi dà al titolo una diversa interpretazione: per me, esso è giustificato dal fatto che il protagonista, Arturo, sin da piccolo, è legatissimo alla sua terra. Egli nasce e vive sullisola di Procida, la sua isola, luogo delle sue fantastiche ed emozionanti avventure, di amori "contrastanti", di un legame morboso con il padre, nonostante questi sia spesso assente, e di un rapporto "particolare" con la matrigna.
Il titolo "Lisola di Arturo", dunque, non solo va inteso come luogo natale, ma soprattutto sottolinea la volontà di possesso del protagonista.
Questo fortissimo legame lo si riscontra in più passi del romanzo: quando Arturo tenta di lasciare Procida, invano, poiché troppo forti sono i sentimenti che lo trattengono; ma soprattutto nelle ultime pagine, quando Arturo "deve" andar via e, viaggiando lontano su di una barca, voltandosi dietro, avverte un fortissimo senso di distacco, di tristezza e di malinconia, e comprende, nel dolore dellabbandono, che quel posto rimarrà per sempre nel suo cuore.
Ciò che mi ha colpito ulteriormente è stato il processo di evoluzione del protagonista.
A far da cornice a tale evoluzione ci sono gli altri personaggi, lambiente stesso, gli amori e tutto ciò che è caratteristico e che permette la crescita di un adolescente, poiché Arturo non è altro che questo.
Si nota, quindi, in lui una trasformazione che lo porta a divenire, da ragazzo immaturo, introverso e chiuso nel suo mondo di bambino, maturo, estroverso e in grado di concretizzare "quellaspirazione massima, quella voglia impaziente ed imperiosa dapparire ed essere uomo"(C. GARBOLI).
Cè dunque una linea di continuità che lega tutte le pagine, un filo conduttore sotteso che fa da guida nella lettura del romanzo, che sempre meglio si comprende e si interpreta quanto più ci si sa immedesimare e calare nella parte del protagonista. E ne "Lisola di Arturo", in particolare, noi possiamo farlo con più facilità, poiché adolescenti come lui e soggetti ad unevoluzione, ad una crescita che porta a modificare i nostri valori, le nostre idee, il nostro carattere, le nostre scelte.
Io, da semplice lettrice de "Lisola di Arturo", vorrei quasi lanciare uno slogan e dare un mio consiglio: leggere questo libro AIUTA A CRESCERE!
Veronica Calogiuri - III A P.A.C.L.E.
Invito alla lettura

- Leggere è un modo per uscire dal mondo che ci circonda ed entrare in un altro tutto nostro, costruito dalla fantasia e immaginazione.
Gli adulti farebbero di tutto per farci leggere.
Ma perché non accogliere questo invito? Se non avete niente da fare e vorreste trascorrere un pomeriggio diverso, magari al posto di stare davanti alla televisione a guardare quei noiosissimi programmi e abbuffarsi di dolciumi che fanno venire quel tremendo mal di denti, che ne direste di trascorrere qualche ora in compagnia di un libro? Non cè niente di più rilassante, VE LO ASSICURO!
Leggendo si entra in un mondo aperto, dove le nostre menti diventano libere da ogni condizionamento.
Partite per questo meraviglioso viaggio, leggendo potrete scoprire mille cose nuove e in poche ore viaggiare in tutto il mondo, e non solo. Quando ritornate fateci sapere!
Francesca Candido I A EricaEleonora Vadacca II A Pacle
Maria Lucia Mattia II A Pacle
Materiale raccolto e selezionato dalle
Prof.sse G. Belgioioso e E. De Vito
Realizzazione grafica al computer di Gabriele Paladini - II A E.R.I.C.A.